Si pensi, ad esempio, alla campagna per il referendum sulla Brexit del 2015, in cui pressioni sociali latenti e tensioni diffuse trovarono sfogo in nuove forme di comunicazione politica, messe in atto da soggetti istituzionali così come dagli stessi cittadini. Durante la campagna, i fatti esposti sui manifesti patinati della fazione Remain come: «L’Unione Europea ha portato la pace in 28 Stati membri» o «In Polonia e in Ungheria l’UE è vista come l’ultima difesa contro i governi autoritari», apparivano ben meno incisivi della breve e potente promessa «Let’s take back control» del Leave, stampata sugli iconici autobus inglesi a due piani (figg. 1, 2). Quando nel 2017 “post-verità” è stata proclamata parola dell’anno dall’Oxford Dictionary, l’elezione di Donald Trump a 45º presidente degli Stati Uniti ha mostrato come gran parte del materiale visivo di una campagna fosse “cucito” sul singolo elettore o elettrice, grazie a tecniche di analisi dei dati basate su approfondimenti psicologici ricavati da enormi quantità di informazioni: risultati impossibili da eguagliare per qualsiasi logo, poster o newsletter accuratamente progettata.
Prova ad aiutarci in questo sforzo di immaginazione radicale Magia e tecnica. La ricostruzione della realtà di Federico Campagna (Sondrio, 1984), pubblicato e tradotto da Edizioni Tlon. È un saggio che ha incontrato ottimi riscontri di critica e pubblico già nella sua versione inglese del 2018 per Bloomsbury. Si tratta di un testo destinato a modificare la nostra percezione del mondo e soprattutto a definire un possibile intervento di rottura rispetto al presente. È una lettura consigliatissima alle nuove generazioni, schiacciate e intrappolate nelle maglie della tecnica. La magia è l’antidoto alla passività e si definisce nell’ineffabile inteso come ciò che non si può dire, ciò che sfugge all’ansia classificatoria del linguaggio. Un esempio illuminante e concreto dell’ineffabile in azione è quello delle centinaia di persone morte nel tentativo di attraversare un confine. Corpi invisibili che le categorie culturali (burocratiche, politiche, geografiche) in cui abbiamo organizzato la realtà, il mondo non riescono a includere attraverso il loro linguaggio. L’esistenza dei corpi migranti, invece, c’è nonostante tutto, viventi tra viventi, corpi tra corpi che la realtà e il suo linguaggio non sono in grado di comprendere. Render, il bisettimanale sulla rigenerazione urbana: Nuovi progetti, tendenze, strategie virtuose, storie da tutto il mondo, interviste e molto altro.
Artribune Srl utilizza i dati da te forniti per tenerti informato con regolarità sul mondo dell'arte, nel rispetto della privacy come indicato nella nostra informativa. Iscrivendoti i tuoi dati personali verranno trasferiti su MailChimp e trattati secondo le modalità riportate in questa informativa. Potrai disiscriverti in qualsiasi momento con l'apposito link presente nelle email.
Ecco che il filosofo italiano prova a pensare, a definire un’organizzazione della realtà capace di allargare le proprie maglie all’ineffabile, alla vita intesa come processo di esperienze che sfugge alle categorie imposte dalla società/tecnica. Per fotografare, anche storicamente, l’apparizione della magia/ineffabile nella storia umana, l’autore ci conduce nelle pieghe della storia della filosofia, facendo notare come Aristotele ha cancellato dalla filosofia antica i tratti mitici, mistici, irrazionali, le ritualità, le influenze asiatiche ed egizie, in nome della supremazia della razionalità che si incarna nella tecnica. Così la storia della filosofia è diventata la storia dei progressi della ragione e della tecnica. È una narrazione, un disegno evolutivo parziale e monco. Come evidenziato da Timothy Morton nella prefazione: “Immaginiamo per esempio di guardare alle filosofie neoplatoniche e arabe per trovare qualche chiave magica atta ad aprire le porte della futuribilità. Potrebbe essere molto più corroborante che non cambiare la disposizione dei tasselli colorati sul mosaico della teoria contemporanea ‒ un esercizio che troppo spesso assomiglia a riordinare le sedie sul ponte del Titanic della ragion cinica”.
Disegnare, pensare, ricostruire un’altra narrazione della realtà è lo sforzo che Campagna porta a termine con un linguaggio coinvolgente e chiaro nonostante la complessità delle questioni affrontate. Magia e tecnica rappresenta un tassello fondamentale nella fondazione di un sistema alternativo di realtà che svela tutti i limiti dei meccanismi di cattura disposti dalle istituzioni della tecnica, “la magia va a erodere il cuore dell’edificio della tecnica“. La magia ci offre la possibilità di avere un angolo di osservazione sulla realtà alternativo dandoci anche gli strumenti per pensare, come singoli individui, a come attivare un processo interiore di costruzione della realtà capace di tenere insieme elementi anche paradossali. È la costruzione di un immaginario magico che dà forma a uno sguardo critico sulla realtà. La magia prende la forma di una terapia di fronte allo smarrimento contemporaneo. Non è un caso che l’autore indichi in alcuni seminali saggi di Ernesto De Martino come Il mondo magico e La fine del mondo dei precedenti storici in cui l’antropologo testimonia come il ruolo di sciamani e stregoni nelle società arcaiche fosse proprio quello di superare la perdita di orizzonte. “Quando un certo orizzonte sensibile entra in crisi, il rischio principale è costituito dallo sbriciolamento di ogni singolo limite: tutto può diventare tutto, cioè il nulla emerge. Ma la Magia interviene per fermare il caos emergente“. Federico Campagna ci indica, dunque, una traiettoria di ripensamento della realtà dotandoci degli strumenti filosofici necessari per addentrarci in un altro mondo possibile.
